Posted by: La Chimica in Versi | April 27, 2009

>Chimica e Amore

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Può sembrare così poco romantico parlare di sostanze chimiche quando si affrontano argomenti come l’amore sentimentale, eppure è stato dimostrato che ogni tappa dell’amore è scandita dalla produzione di sostanze chimìche specifiche del nostro organismo. La scoperta della “chimica dell’amore” è stato il risultato di uno studio condotto da una équipe di ricercatori italiani guidati dal doti Enzo Emanuele dell’Università degli Studi di Pavia. Secondo gli autori della ricerca esisterebbe una vera e propria “molecola dell’amore”, chiamata NGF (Nerve Growth Factor = fattore di crescita nervoso). Questa molecola è stata esaminata su circa 60 coppie, uomini e donne di età compresa tra i 18 e i 31 anni, che si erano innamorati di recente e stavano insieme da meno di sei mesi. Tra gli innamorati sono stati selezionati quelli che sostenevano di esserio veramente e profondamente e che passavano almeno quattro ore al giorno pensando al loro partner. È risultato che sia gli uomini che le donne mostravano alti livelli di NGF, 227 unità comparate a 123 unità registrate nelle coppie di lungo corso o nei sìngle. È stato anche riscontrato che coloro che riportavano un sentimento più intenso avevano livelli più alti di NGF. La brutta notizia è che “non dura per sempre”: lo stesso studio ha infatti dimostrato che analizzando le stesse persone coinvolte a distanza di un anno nella stessa relazione, L’NGF era diminuito agli stessi livelli dei soggetti Impegnati in relazioni stabili e dei single. Studi antropologici, inoltre, in cui è stata esaminata l’attivazione di alcune aree cerebrali nei maschi e nelle femmine, hanno dato una conférma funzionale di alcune preferenze riguardo al sesso: agli uomini piace guardare, alle donne fantasticare. I maschi sono più rapidi nell’Innamoramento, le donne più lente; negli uomini II pensiero della persona amata attiva le zone cerebrali connesse alla vista e all’erezione, nelle donne invece le aree interessate ai ricordi. Analizzando le varie fasi dell’amore, inoltre, possiamo addirittura identificare “tré tipi di amori”. Nel corso dell’evoluzione l’uomo ha sviluppato tré sistemi cerebrali per consentire la riproduzione: il primo è legato all’attrazione sessuale, che spinge gli individui ad accoppiarsi; possiamo definire questa come la prima fase dell’innamoramento o fase della “disponibilità”. La sostanza coinvolta In questo processo di abbandono e predisposizione all’amore è l’adrenalina, prodotta dalle ghiandole surrenali quando l’organismo è sotto stress. Essa provoca aumento della pressione arteriosa, dilatazione di bronchi e pupille, arresto della digestione, tutte condizioni interpretate dal partner come messaggi di seduzione. Una dimostrazione ci viene fornita da un antropologo americano che ha condotto i) seguente esperimento: ha mostrato a diverse persone due foto della stessa donna, presentandole come gemelle e ha chiesto quale delle due fosse più desiderabile. La stragrande maggioranza degli intervistati ha scelto quella in cui la donna aveva le pupille dilatate artificialmente. L’amore fa strani effetti… improvvisamente una persona assume un significato particolare nella vita di un altro, nasce un amore romantico, ma quelle intense sensazioni provate sono in realtà da legare alla produzione di dopamina (neurotrasmettitore); si inizia a non dormire, a perdere peso, a pensare continuamente all’altro e questa situazione quasi “ossessiva” è favorita dai bassi livelli di serotonina. ancora una volta una molecola prodotta dal nostro corpo.La seconda fase dell’innamoramento è quella della passione. La sostanza coinvolta questa volta è la feniletilamina (PEA), che è simile all’anfetamina; produce un vero e proprio senso di esaltazione ed aumenta le prestazioni psicofisiche. Provoca assuefazione e se viene a mancare, scatena una depressione da astinenza. Chi passa da un flirt all’altro, non appena si attenua la fase di infatuazione, può essere definito come un vero e proprio “drogato dell’attrazione”. L’azione delle PEA interessa maggiormente i giovani che gli adulti. Una curiosità è che tracce di PEA si trovano nell’acqua di rose e nel cacao, forse questo spiega perché si regalano rose in fase di corteggiamento e si mangiano cioccolatini quando finisce un amore! La terza fase dell’amore è quella dell’attaccamento a lungo termine o consolidamento. L’ormone che stimola l’affetto reciproche l’attaccamento è lossitocina, prodotta dall’ipofisi. In una università americana si è costatato che somministrando ai topi maschi ossitocina questi contribuivano a costruire il nido e a proteggere la prole; se si bloccava la produzione dì questo ormone, invece, divoravano i figli. Un’altra sostanza fondamentale coinvolta in questa fase è la vasopressina, la cui produzione aumenta notevolmente nelle donne provocando una sensazione di totale appagamento. Può svolgere un ruolo importante nella nascita di un nuovo amore anche il “sesso casuale”. Esso può infatti innescare l’amore romantico. Può capitare di fare l’amore con chi è solo un amico e ritrovarsi all’improvviso pazzamente innamorati: L’elevato tasso di testosterone provocato dall’eccitazione sessuale può indurre un’elevata produzione di dopamina nel cervello e scatenare l’amore. Possiamo anche distinguere un ulteriore fase dell’amore, quella della maturità. In questa fase la coppia contìnua ad essere legata grazie alla produzione di endorfìne. alcune proteine prodotte dal cervello che hanno un effetto analgesico e calmante. A stimolare tale produzione è la costante presenza del partner. Forse a qualcuno può sembrare irriverente studiare la “chimica dell’amore”, forse perché l’amore può essere considerato troppo frivolo, troppo personale o troppo sacro per diventare oggetto di studio? Ma d’amore si gode, si muore e ci si può ammalare… Conoscere le basi dell’amore non toglierà ad esso il suo fascino, così come conoscere la biochimica della nutrizione non toglie il gusto della buona cucina. Chi crede nell’amore eterno continui pure a farlo, in fondo non dimentichiamo che l’uomo è l’unico animale che può permettersi di fare o di provare qualcosa per il solo piacere di farlo!

Autore: Teriachina


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