Posted by: La Chimica in Versi | April 16, 2011

I GENI LEGATI ALLA PERSONALITA’ INFLUENZANO LA SCELTA DEGLI AMICI

Uno studio condotto dagli scienziati dell’University of California di San Diego guidati da James Flower sostiene che gli amici si scelgono per comunanza di geni ”viziosi” e per opposizione rispetto ai geni ”virtuosi”. Lo studio e’ stato pubblicato su Pnas-Proceedings della National Academy of Sciences.

I ricercatori si sono concentrati su due geni specifici che riguardano la personalita’: il primo, una variante del gene DRD2, associato all’alcolismo e un secondo, una versione del gene CYP2A6, connesso all’avere una personalita’ estroversa. Ed e’ emerso che, nel primo caso, i soggetti con la variante legata all’alcol tendevano a ”scegliersi”, aggregandosi in gruppo, mentre nel secondo caso i soggetti con la variante della ”estroversione” tendevano a fare amicizia con soggetti timidi e introversi.

Si dice che dalle amicizie e dalla rete di rapporti che piano piano ci costruiamo nella vita, raccontiamo molto di noi stessi, del nostro carattere e della nostra personalità.
Spesso amiamo circondarci di persone che possano condividere le nostre stesse passioni ed interessi; ci piace, ad esempio, avere un amico con cui andare al cinema, per vedere il film del nostro regista preferito, o con cui magari rilassarci andando in piscina, al bar raccontando come è andata la nostra giornata.

Altre volte, invece, scegliamo amicizie “per contrasto”, persona dal carattere estremamente diverso dal nostro, che possano offrire nuovi stimoli e prospettive alla nostra vita quotidiana.

Ed il nostro partner? Quali sono gli elementi che ci permettono di selezionare e distinguere persone a noi affini?
Diverse sono le spiegazioni messe in campo in questo caso; da elementi prettamente fisici e segnali sensoriali, si passa a teorie basate sull’attrattiva evocata da particolari gesti, postura del corpo, fino ad arrivare a allo studio delle sintonie caratteriali e legate alla personalità del nostro compagno “ideale”.

Ma sono solo questi gli elementi che ci influenzano nella scelta delle nostre relazioni affettive e sentimentali? Stando agli ultimi studi, condotti da due scienziati, James Fowler dell’Università di San Diego e Nicholas Christakis della Harvard University di Boston, pubblicato sulla rivista Pnas, dell’Accademia Nazionale delle Scienze Usa, le cose non starebbero affatto così.

Tutto sarebbe determinato da una specie di legge di attrazione genetica, che ci consente di selezionare esattamente quali sono gli amici più adatti a noi e quale partner può funzionare meglio in un eventuale rapporto sentimentale.

Nello specifico, nell’amicizia prevarrebbe la scelta di persone con un corredo genetico abbastanza simile, mentre in amore si opterebbe per un DNA completamente opposto al proprio, quasi a confermare la legge che “gli opposti si attraggono”.

Nello studio compiuto dai due scienziati si è analizzato il profilo genetico dei candidati legati tra loro da vincoli sentimentali o di amicizia.
Ebbene, attraverso il confronto e la valutazione del DNA di individui amici e individui assolutamente sconosciuti, si è potuto mettere in evidenza una misteriosa congruenza genetica tra coloro che si erano “scelti” come amici; ad esempio, si è visto come scritto sopra,come gli individui portatori di una mutazione genetica a livello del gene DRD2, che spesso può comportare dipendenza da alcolismo, tendevano a stringere amicizia con persone portatrici delle stessa caratteristica genetica.

Stessa cosa per altri geni, come DAT1, 5HTT, DRD4, CYP2A6, responsabili di determinate tendenze comportamentali e sviluppo della personalità.
La conclusione interessante, in questo caso, risiede nel potere inconscio del nostro patrimonio genetico, in grado di influenzare le nostre scelte affettive e relazioni, non solo quelle propriamente meccaniche o legate a meccanismi di semplice sopravvivenza.

Tale studio, sull’affinità genetica dell’amicizia, è stato affiancato ai risultati ottenuti in una precedente ricerca, effettuata in Brasile dalla dottoressa Maria da Graca Bicalho, riguardo il rapporto tra amore e codice genetico.
Attraverso le analisi compiute sul gruppo di geni MHC, su 95 coppie impegnate e 152 coppie create a caso, totalmente sconosciute tra loro, si è dimostrato che le relazioni sentimentali legavano tra loro, in netta maggioranza, codici genetici completamente diversi tra loro.

Il motivo? Pura sopravvivenza della specie, garanzie maggiori di riproduzione e di ottenere una prole sana, dotata di un corredo genetico migliore rispetto a quello garantito da geni troppo simili ai propri.
Ciò vuol dire che, per quanto ci sforziamo di individuare quali siano le caratteristiche fisiche e morali del nostro “partner ideale”, a scegliere saranno, in maniera preponderante, i nostri rispettivi patrimoni genetici. Essi, a quanto pare, sono in grado di mutare l’odore della nostra pelle, la quantità degli ormoni presenti e, dunque, anche le leggi di attrazione reciproca.

Dunque, al di là di ogni sogno romantico ed idealizzazione sul compagno o amico perfetto, tutto pare dettato dalla scienza e dalle caratteristiche specifiche del nostro DNA.
E riguardo alla mutevolezza dei rapporti ed al loro evolversi quotidiano? Bè qui la scienza ancora non si è espressa, quindi possiamo ancora ragionevolmente credere di essere noi gli artefici della loro evoluzione.


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