Posted by: La Chimica in Versi | April 22, 2011

L’open source come futuro alla farmaceutica: “risposta” a Ossblog.it

Un articolo postato oggi su Ossblog.it (http://www.ossblog.it/post/7654/lopen-source-come-futuro-della-farmaceutica#show_comments) pone una domanda “cruciale” riguardo al tanto delicato e discusso tema:  ricerca scientifica farmaceutica, guadagno, brevetti e informatica in campo sanitario.

Applicazioni informatiche e statistiche in farmacologia clinica

Senza dubbio, l’informatica è altrettanto importante per la biologia come la matematica lo è per la fisica, ma tutte le scienze sono collegate tra di loro. Il passaggio dall’utilizzo del computer per aiutare gli scienziati a “fare” scienza all’integrazione dei concetti, strumenti e teoremi informatici è nel tessuto stesso della scienza. La codifica delle conoscenze scientifiche consente agli scienziati di utilizzare i computer per condividere, confrontare, criticare e correggere le conoscenze.  Il rapido sviluppo delle tecnologie informative negli ultimi anni ha modificato le procedure scientifiche, cambiando le modalità di accesso, archiviazione e analisi delle informazioni e creando nuove possibilità per la ricerca. Anche le pubblicazioni scientifiche hanno subito una trasformazione. Tuttavia, la comunità scientifica globale non è completamente predisposta, né ben attrezzata,
per trarre vantaggio da questo nuovo modo di gestire le informazioni. Nei prossimi 15 anni vedremo grandi innovazioni nella codifica delle conoscenze scientifiche. Per codifica si intende, in senso piuttosto letterale, la trasformazione delle conoscenze in una rappresentazione codificata eseguibile e analizzabile in modo meccanico.
La biologia è un campo in cui la codifica viene considerata cruciale per il progresso scientifico. Al livello concettuale più semplice, abbiamo la codifica del genoma: le strutture del DNA sono rappresentate come lunghe stringhe in un alfabeto di quattro lettere. Le informazioni codificate possono essere cercate, confrontate e analizzate utilizzando un’ampia varietà di tecniche computazionali.
Ulteriori iniziative prevedono la codifica dei percorsi metabolici e di segnalazione, in modo da poter cercare, confrontare e analizzare reti di interazioni biochimiche. Come farlo è un problema ancora aperto, anche se diversi progetti sono in corso e numerosi database di percorsi sono in fase di creazione.

Il progresso della ricerca farmacologica, ed in particolare della potenziale applicabilità dei risultati in ambito clinico, rende necessaria la gestione di informazioni inerenti gli aspetti farmaco-epidemiologici, farmacocinetici, farmacodinamici e genetici con l’obiettivo di determinare la trasferibilità dei risultati al singolo paziente. Ciò permette sia al ricercatore che al clinico di monitorare le razioni avverse ai farmaci, determinare l’approccio terapeutico migliore per il singolo soggetto in termini di rischio/efficacia, prevenire l’insorgenza di fenomeni inattesi correlati alla terapia farmacologica in funzione della comorbosità e di altri fattori geneticamente determinati o acquisti. E’ importante attivare delle collaborazioni scientifiche nel generare e raccogliere informazioni utili relativamente a questi processi, sfruttando  la realizzazione di database e software attraverso studi ad hoc oltre che nell’utilizzo di dati correnti (database amministrativi).
Per i farmaci utilizzati nella cura delle malattie rare è stato coniato il termine “farmaco orfano”. Il farmaco orfano è quel prodotto che sarebbe utile per trattare una malattia rara, ma non ha un mercato sufficiente per ripagare le spese del suo sviluppo quindi le industrie farmaceutiche non hanno interesse a sviluppare questi farmaci. Oppure come scritto su ossblog.it, ci sono malattie come la tubercolosi e la malaria che sono ormai dimenticate dalla ricerca sponsorizzata dalle grosse compagnie farmaceutiche ed i medicinali commercializzati sono ancora gli stessi scoperti mezzo secolo fa. La PLoS, Public Library of Science, ha creato un elenco di sostanze potenzialmente utili come cure, ma che vanno studiate e testate per poterne valutare l’utilizzo.L a Open Source Drug Discovery (OSDD) ha creato una piattaforma open source per gli esperimenti ed i calcoli computazionali e tra i più di 2000 membri ci sono studenti, scienziati, istituti accademici ed aziende di tutto il mondo. Ognuno può dare il suo contributo.PAROLA D’ORDINE OPEN SOURCE!!!!!!!!!!
Vorrei solo ricordare che esistono diversi Istituti no profit che hanno proprio lo scopo di ridurre l’incidenza e l’impatto delle malattie  in tutto il mondo, a tale scopo, società scientifiche favoriscono lo scambio e il dibattito ai massimi livelli sui progressi della ricerca e delle conoscenze mediche  nel settore  e sviluppano programmi che  riducono le disparità con i Paesi in via di sviluppo per quanto riguarda ricerca, prevenzione, diagnosi  e cura delle malattie.

Non tutta la ricerca in campo farmacologico è “MALSANA”  dobbiamo pensare a  tutti quei ricercatori che con la loro borsa di studio da 750 euro mensili contribuiscono a prevenire, diagnosticare, curare le malattie in ogni parte del mondo e poi  si trovano x scelta obbligata a lavorare nell’industria per garantirsi un futuro solido e stabile e concludere la fase da ricercatore  indipendente ma precario… SOSTENIAMO LA RICERCA SCIENTIFICA INDIPENDENTE DALL’INDUSTRIA, SOLO COSI’ POTREMO SCONFIGGERE LE DISPARITA’ TRA PAESI POVERI E LE MALATTIE CONSIDERATE “ANTIECONOMICHE” DA CURARE.

Dal 2005 è stato concesso che fosse il cittadino a scegliere a chi lo Stato dovesse devolvere il 5 per mille del reddito di ciascuno, nell’ambito delle istituzioni riconosciute dallo Stato di elevato valore sociale . L’idea proposta dall’allora ministro Tremonti era nata con lo scopo di sostenere gli enti pubblici e privati no profit che avessero come fine la ricerca scientifica e le attività rivolte alla salute pubblica. L’Istituto Mario Negri per esempio, opera da 50 Anni ed è indipendente dall’industria, dai ministeri, dalla politica e non riceve sovvenzioni pubbliche. Non brevetta le sue scoperte ma le mette gratuitamente a disposizione della comunità scientifica. Il contributo dei privati costituisce  una risorsa rilevante del  bilancio.

Senza un continuo ampliamento delle conoscenze scientifiche, abbiamo scarse speranze di riuscire a vincere le minacce per la vita umana e di prevenire e diagnosticare precocemente le malattie. Con un’attenzione e finanziamenti adeguati da parte dei governi, delle università e della comunità scientifica, l’informatica può assicurare risultati senza precedenti in alcune delle aree più problematiche della ricerca scientifica.

DONATE IL VOSTRO 5X1000 alla ricerca scientifica…

PS: grazie a ossblog.it per avermi dato lo spunto per precisare queste cose….condivido in tutto quanto scritto sul blogt ma volevo solo precisare che la ricerca scientifica  deve essere sempre INDIPENDENTE DALL’INDUSTRIA…Quindi gli Istituti no profit vanno TUTELATI e AIUTATI per il bene “globale”.


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